27 febbraio 2007

Un’associazione come progetto comune

Un’associazione come progetto comune

Relazione sull’incontro

In data 21 febbraio 2007, abbiamo deciso di trovarci per la ricerca di una comune identità, Cristina, Federico, Giovanna, io (Francesca), Mattia, Piergiorgio.

L’appello era stato lanciato da Mattia, tramite email, con l’idea di costituire un’associazione tipo volontariato o tipo culturale, comunque sia, non a scopo di lucro.

Ecco i miei appunti relativi a quanto ci siamo detti.

Mattia ha aperto l’incontro chiedendo ad ognuno di noi come vedesse l’associazione, in che veste, con che scopi.

Premessa di Federico su un necessario chiarimento della forma associativa: chiediamo a Giulio!

Per prima cosa Federico desidera chiarire il concetto di “volontariato”. Esprime qualche dubbio in merito a questa veste: Il volontariato si rivolge verso qualcuno? Verso l’esterno per aiutare qualcuno? O non è forse meglio il concetto di mutualità, rivolta verso l’interno (quindi verso la stessa associazione)? Si può forse adottare il termine “associazione culturale”? probabilmente lega di meno ad attività specifiche.

Nessuno sa chiarire il dubbio, percio’ si rimanda ad una richiesta di chiarimenti a GIULIO, che dovrebbe sapere con esattezza.

Piergiorgio esprime il suo concetto sulla fattoria biologica

Apre il sondaggio Piergiorgio. Secondo il mio punto di vista, inizialmente il progetto di fattoria biologica è stato individuato in un processo chiuso, senza bisogno di ricorrere all’esterno. identificato perciò come un gruppo di persone (vedi ecovillaggio), che potessero il più possibile fare da sé tutto o quasi. In un secondo tempo, mi sono reso conto che ciò non era possibile, percio’ ho capito che bisogna aprirsi all’esterno, con l’aiuto di altri, non necessariamente facenti parte di un ecovillaggio specifico. I principali fondamenti su cui io vedo la possibilità di un’associazione sono il rispetto e il contatto con la terra, con una forte focalizzazione dei rapporti umani. Io la vedo partire con l’aspetto pratico delle attività in legame con la terra.

Fede avanza una domanda: DOVE, all’interno dell’azienda agricola IL ROSMARINO?

PG risponde: mah, non solo. Direi anche all’esterno, con l’acquisto o l’affitto di altri spazi, a seconda di cosa ci si può permettere, cosa c’è attorno di reperibile.

Cristina vuole facilitare agli altri il riavvicinarsi alla terra

Per me è fondamentale permettere alla gente di avere un contatto con terra. Per me è stato bellissimo, un’esperienza importante che mi ha insegnato tante cose perdute. Bisogna perciò sensibilizzare le persone a riavvicinarsi alla terra. Per esempio, io l’associazione la vedo attraverso l’utilizzo di risorse della terra: cucina stagionale, trasformazione dei prodotti ecc. quindi la vedo come una struttura rivolta verso l’esterno, aperta, piena di manifestazioni per coinvolgere gli esterni in questo senso.

Giovanna dice no agli obbiettivi di produzione, sì agli di spazi culturali

L’associazione secondo me non si deve porre degli obbiettivi di produzione, in quanto non me ne intendo, non saprei come fare, ma l’individuo come centro d’accoglienza per incontri, conferenze, mostre,lettura di poesia. La vedo perciò con l’utilizzo “spazio” di una bellissima ambientazione sulla terra, quindi legata all’azienda agricola IL ROSMARINO, che può accogliere tutti questi eventi. Le mostre, la poesia ecc, magari con riferimento alle origini rurali, ma in ogni caso la vedo un’associazione con previsione di cose culturali.

Federico : un modo pratico per imparare le attività della terra e far conoscere l’Azienda IL ROSMARINO

Io vedo l’associazione come un modo per far conoscere l’azienda agricola: come opera, cosa produce, perché, soprattutto in vista di un consumo più oculato, legato al territorio. Anche se in maniera forse confusa, o sovrapposta all’identità del CESPRA, ma la vedo più come un insieme di attività, di cose da fare aiutando Piergiorgio, imparando mentre si fanno cose pratiche come coltivare o altri mestieri legati all’agricoltura biologica, ribadisco, imparando. Forse magari sarebbe meglio selezionare alcuni progetti precisi per presentarsi agli altri in maniera chiara; iniziare un’attività agricola per le poche cose che sappiamo, ma metterle giù con chiarezza, così aiutiamo Piergiorgio, se ha bisogno, anzi, ha bisogno, ma ripeto, non ho proprio le idee chiare al momento, soprattutto leggendo lo statuto inviato da Mattia, che mi sembra riporti molti e molti obiettivi e forse la vedo un po’, ecco, come con gli scopi del CESPRA ma finalizzata all’aiuto nei confronti di PG. Bisogna tener conto delle ns forze, delle persone, insomma, mi pare che siamo qua, noi 6 o poco più. I progetti designati dallo statuto sono ambiziosi e forse bisogna confrontarsi con la ns realtà. Dobbiamo fare i conti con chi può aderire.

Francesca: ognuno di noi può dare il proprio contributo a seconda della propria esperienza, in più campi.

Vedo la cosa in maniera distinta con due possibilità: la prima: obbiettivi proposti nello statuto con di ecovillaggio e presuppongono l’abitare tutti assieme, nello stesso luogo di riferimento, per una gestione comune dall’A alla Z. in questo caso io non sono disponibile e francamente non mi pare questa la circostanza. Non c’è al momento la possibilità. La seconda, e qua la vedo attuabile: obiettivi di un’associazione di tipo culturale con molteplici fini, in cui ognuno di noi può insegnare quello che sa, con la propria esperienza. Mettiamo a disposizione ciò che abbiamo imparato. Non è necessario il legame con la terra Per esempio : Cristina vuole organizzare un evento culinario? Stende un progetto e chiede l’aiuto degli altri soci; Giovanna vuole organizzare un incontro di poesia? Gli altri possono aiutare con locandine, con merende o per spargere la voce, per trovare lettori. Piergiorgio deve organizzare la raccolta di un prodotto? Chiede agli altri la disponibilità. Si possono promuovere passeggiate in ambiente per esempio. O visite in luoghi storici. Ecco, ognuno di noi può proporre, insegnare e farsi aiutare dagli altri. Importante anche attività di recupero delle tradizioni (ricamo, cucito, maglia, letture collettive) per valorizzare ciò che si è dimenticato. Non è indispensabile l’uso degli spazi di PG.

Riflessione di tutti:

Cristina conferma che non è possibile il progetto ecovillaggio, anche se le piacerebbe.. Anche gli altri confermano la stessa cosa. non c’è possibilità al momento né come spazi messi a disposizione dal Rosmarino, né da parte delle persone per costituire un ecovillaggio.

Mattia: la nostra unione si basa sulla natura puramente ecologista e di rispetto.

L’associazione ha scopi altissimi, nobilissimi che ci unisce veramente tutti. Ecco perché ho pensato a voi. Perché vi conosco e condividiamo questi nobilissimi ideali basati sul rispetto; rispetto della terra in tutte le sue vesti, non solo agricole ma di tutto l’ambiente in generale, rispetto verso la persona portando non solo i momenti aggregativi ma anche di cura della persona. La vedo l’associazione, come l’integrazione delle persone per creare relazioni stabili, costruttive, sane. L’animo, lo spirito con cui si vedono le cose alla stessa maniera stabile, dentro ognuno di noi, nel rispetto dell’ambiente e delle scelte ecologiche che può andare a modificare i modelli esistenti, e puo’- possiamo – proporli, esportarli per un’educazione al cambiamento. Una volta condiviso l’impegno che comunque esiste già nel nostro animo, dove proporlo? Al mercatino bio, all’azienda agricola Il Rosmarino, ecc. lo spirito per lavorare assieme e creare le condizioni ideali per generare vita all’interno dell’azienda, come? Prima di tutto nelle relazioni. Così l’associazione promuove e sostiene varie iniziative. Anche slegate dall’azienda agricola. Serve un’idea condivisa a pieno ed il luogo di sperimentazione.

Il primo sondaggio si è concluso, si decide un giro rapido di osservazioni su ciò che gli altri hanno detto.

Fede: se aprivi tu Mattia, mi chiarivo da subito le idee.mi sembra più chiaro e meno difficile da realizzare. E non c’è la finalità che credevo, quella di aiutare PG. Cri, Gio; Fra’, concordano.

PG: io insisto con l’esperienza dei monaci benedettini, ora et labora. Attraverso la terra passano gli elementi primigeni. Serve la gratuità per affratellare le persone attraverso il lavoro. l’obbiettivo era comunque l’ecovillaggio, il legame al luogo, alla terra. Quindi tutto dev’essere legato alle questioni pratiche della terra.

Mattia osserva e ribadisce ciò che è emerso: bisogna tener conto delle risorse disponibili in questo momento. Quell’idea al momento non è realizzabile. Cri: anche per me. E’ troppo limitativo solo la terra, anche perché appunto non viviamo là e il tempo a disposizione è diverso. Gio: per me tutto dev’essere legato alla terra, a differenza di quanto detto da Fra’. per esempio l’incontro di poesia deve essere o il tema stesso delle poesie oppure si deve svolgere sul fondo agricolo. Soggetto o luogo. Fede: astratta e virtuale sì, va bene quanto volete, ma cmq bisogna avere un posto fisico e se Piergiorgio ha lo spazio, credo che sia giusto, perché no, purtroppo o fortunatamente, sfruttarlo e metterlo a disposizione per l’associazione che ripeto, ora come ha detto Mattia la vedo bene. E realizzabile. Le novità rispetto al semplice aiuto da fornire a PG mi stanno bene. PG: questo posto fisico potrebbe anche divenire un ostacolo, l’az agricola intendo. Mattia: stiamo facendo un cammino come una coppia, assieme e poi con qualche ostacolo da superare, qualche incomprensione, qualche cosa da chiarire, dobbiamo appianare il tutto su un’idea pienamente condivisa, come sposi. Quindi mano a mano ci si avvicina. C’è 1 aspetto pratico (az. Agricola con le sue azioni quotidiane) e 1 culturale (saltuario, assieme ad altre cose) La vicinanza alla terra non si discute c’è per tutti noi. La dobbiamo condividere senza però necessariamente avere l’impegno fisso e quotidiano. potremmo essere la rappresentazione di un microcosmo con un po’ di tutto. Tutte queste cose emerse.

Conclusioni:

verificare con Giulio aspetto normativo delle associazioni;

ci si ritrova tra un mese con idee pratiche e progetti breve medio lungo termine;

ci si scambia altre opinioni e relazioni durante questo intervallo.

Spero di aver riportato fedelmente le vs parole, vi prego di correggermi o puntualizzare o approvare!!

Fra’, il 27 febbraio 2007

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